
Troppo giovane per la protesi? L’artrosi sotto i 60 anni
16 Luglio 2026Sottoporsi a un intervento di protesi d’anca è un passo importante verso la riconquista della propria autonomia. Tuttavia, una volta superata la fase acuta del post-operatorio, molti pazienti si trovano ad affrontare dubbi che raramente hanno il coraggio di esporre durante le visite di controllo. Tra questi, il più comune ma anche il più taciuto riguarda la ripresa dell’attività sessuale.
È normale chiedersi: “Rischio di lussare la protesi?”, “Sentirò dolore?” o “Quanto tempo devo aspettare?”. Comprendere come cambia la sfera intima dopo l’intervento è fondamentale per completare un percorso di guarigione che sia davvero a 360 gradi.
Superare il tabù: il sesso come parte della salute
Il sesso non è solo un atto fisico, ma una componente essenziale della qualità della vita e del benessere psicologico. Chi soffre di coxartrosi (artrosi dell’anca) convive spesso per anni con una progressiva riduzione dell’intimità a causa della rigidità articolare e del dolore acuto.
Paradossalmente, l’intervento di protesi non è un ostacolo, ma la soluzione: eliminando l’attrito osseo e restituendo mobilità, la chirurgia pone le basi per una vita intima più soddisfacente di quella precedente all’operazione. Il vero ostacolo, spesso, non è la protesi stessa, ma la paura psicologica di danneggiarla.
I timori più comuni e i rischi reali
Nella chirurgia ortopedica del passato, le restrizioni erano molto severe. Oggi, grazie all’evoluzione delle tecniche, i rischi sono drasticamente ridotti, ma è bene conoscere i fattori che influenzano la ripresa:
- Il rischio di lussazione: è la preoccupazione n.1. Si verifica quando la testa del femore esce dalla coppa acetabolare. Sebbene raro con le protesi moderne, nelle prime settimane bisogna evitare movimenti estremi di flessione (ginocchio al petto) o rotazioni forzate dell’arto operato.
- La guarigione dei tessuti: anche se la ferita esterna guarisce in circa 15 giorni, i muscoli e la capsula articolare interna necessitano di circa 4-6 settimane per stabilizzarsi completamente. Questo è solitamente il periodo di attesa consigliato prima di riprendere rapporti completi.
- La sensibilità post-operatoria: è normale avvertire una leggera tensione o stanchezza muscolare nei primi approcci. La comunicazione con il partner è essenziale per trovare ritmi e modalità che non causino affaticamento all’articolazione in via di guarigione.
L’approccio Orthocare e la rivoluzione REQUICK
È proprio per rispondere a questa esigenza di “ritorno alla vita normale” che in Orthocare abbiamo implementato il Protocollo REQUICK. L’obiettivo è minimizzare l’impatto dell’intervento sulla percezione di sé del paziente, facendolo sentire “guarito” fin dal primo istante.
Perché REQUICK facilita il ritorno all’intimità?
A differenza della chirurgia tradizionale, dove il paziente doveva seguire regole rigide per mesi, il protocollo REQUICK cambia drasticamente il processo:
- Tecnica mininvasiva: utilizzando l’accesso anteriore, non tagliamo i muscoli fondamentali dell’anca. Questo garantisce una stabilità intrinseca dell’articolazione molto superiore rispetto alle tecniche classiche, riducendo drasticamente il timore di movimenti “sbagliati”.
- In piedi subito: il fatto di camminare già in sala operatoria e uscire dalla clinica in soli 4 giorni aiuta il paziente a recuperare fiducia nel proprio corpo. Sentirsi subito autonomi (senza cateteri o drenaggi) abbatte le barriere psicologiche che spesso frenano la libido.
- Assenza di restrizioni: con REQUICK non occorrono rialzi per il WC o cuscini distanziatori tra le gambe. Questa libertà di movimento quotidiana si riflette direttamente nella camera da letto: non esistono “posizioni vietate” a vita, ma solo una graduale riscoperta della propria naturalezza.
Consigli pratici per la ripresa
- Ascolta il tuo corpo: il dolore è il miglior segnale. Se un movimento causa fastidio, è bene fermarsi e riprovare con una variante più confortevole.
- Posizioni passive: nelle prime settimane, per il paziente operato è consigliabile prediligere posizioni che non richiedano un eccessivo sforzo muscolare o flessioni profonde dell’anca.
- Fisioterapia: rinforzare i muscoli prima (pre-abilitazione) e dopo l’intervento rende l’articolazione più solida e il paziente più sicuro di sé anche nei momenti intimi.




